LA STORIA

LA STORIA

L’avventura di Luciano Orazi come apicoltore incomincia con un dono. Era la fine degli anni ’60 e la famiglia Orazi come gran parte delle famiglie nella zona si dedicava alla coltivazione del tabacco e della vite.

storiaLe prime arnie

Luciano Orazi aveva 39 anni quando ricevette in regalo da un amico tre arnie, dallo zio altre tre, da un altro amico le ultime tre.
Il mondo misterioso e affascinante delle api (ancora poco conosciuto a quel tempo) lo catturò ben presto. E presto la curiosità divenne interesse e poi autentica passione.
Cresceva la conoscenza (incominciò a studiare la possibile trasformazione della piantagione per adeguarla all’apicoltura) e cresceva il numero delle arnie (ne acquistò un discreto numero dai contadini del territorio che allora usavano l’antico metodo del “bugno rustico”).

Il 1975

Il 1975 è l’anno del passaggio definitivo dalla coltivazione del tabacco all’apicoltura: gli alveari arrivarono a 700 e accanto alla pratica stanziale venne sempre più estesa la pratica, avviata fin dall’inizio, del nomadismo a corto raggio, così da potenziare quantità e qualità.
La passione di Luciano si fece contagiosa. Danilo faceva la III media quando aveva iniziato a lavorare in azienda come aiuto nella raccolta del tabacco. Era solo sedicenne quando la passione di Luciano Orazi lo contagiò e lo coinvolse a tempo pieno.
Fino al 1985 sono solo loro due. Poi un’ulteriore espansione del contagio e la conseguente entrata in azienda di Gianluca con la sua voglia di sperimentare.

Oggi

Oggi Luciano Orazi non c’è più, ma persiste la forza del suo impulso. L’azienda conta tre soci (Danilo, Gianluca e Orietta) e diversi collaboratori, alcuni fissi e altri stagionali. Le arnie raggiungono il numero di circa tremila. E oltre alla produzione del miele (destinata per una parte alla vendita al dettaglio, ma in gran parte ai grossisti), del polline, del propoli, della pappa reale e della cera, l’azienda si dedica alla formazione degli sciami artificiali e all’allevamento delle regine.